L'Italia parteciperà ai raid delle Nazioni Unite in Libia
L'Italia parteciperà ai bombardamenti Nato sulla Libia. Lo ha annunciato il presidente del Consiglio, Silvio Berlusconi, in una telefonata al presidente degli Stati Uniti, Barack Obama. Leggi Quanto può durare l’assedio libico - Leggi Il vero guaio della Libia è la guerra culturale tra Obama e i suoi generali - Leggi Dove andrà quel mezzo milione di profughi in fuga dalla Libia? - Leggi Così invademmo (piano) la Libia

Nel corso del colloquio, prosegue la nota di Palazzo Chigi, il presidente Berlusconi ha informato il Obama che l'Italia "ha deciso di rispondere positivamente all'appello lanciato agli Alleati dal Segretario generale della Nato in occasione della riunione del Consiglio atlantico del 14 aprile scorso a Berlino, e dopo i contatti avuti successivamente dal presidente del Consiglio e dai ministri degli Esteri e della Difesa, per aumentare l'efficacia della missione intrapresa in Libia in attuazione delle Risoluzioni ONU 1970 e 1973". Le azioni mirate "si pongono in assoluta coerenza con quanto autorizzato dal Parlamento, sulla base di quanto già stabilito in ambito Onu e Nato, al fine di assicurare la cessazione di ogni attacco contro le popolazioni civili e le aree abitate da parte del regime di Gheddafi. Sugli sviluppi e sugli aggiornamenti il Governo informerà il Parlamento e i ministri degli Esteri e della Difesa sono pronti a riferire davanti alle Commissioni congiunte Esteri-Difesa". Il presidente Berlusconi, conclude la nota, "telefonerà tra poco al premier inglese, David Cameron, e al Segretario generale della Nato, Anders Fogh Rasmussen, per informarli di tali sviluppi, e ne parlerà domani con il presidente francese, Nicolas Sarkozy, in occasione del Vertice Intergovernativo previsto a Roma".
Per il ministro degli Esteri, Franco Frattini, la partecipazione dell'Italia ai bombardamenti in Libia è la "naturale prosecuzione di una missione che non cambia" e comunque è la risposta del governo ad una precisa richiesta arrivata dai ribelli di Bengasi. Frattini ha detto: "Abdul Jalil, nel suo incontro a Roma con il governo, ha chiesto all'Italia un impegno più grande, è evidente che sentito dire dai libici, questo ha un effetto importante".
Roberto Calderoli, ministro della Semplificazione legislativa e responsabile delle segreterie nazionali della Lega Nord, ha detto: "Se intendono bombardare, il mio voto non lo avranno mai", mentre il vicepresidente di Fli, Italo Bocchino: "Che l'Italia faccia il suo dovere fino in fondo, ma sarebbe stato bene farlo in autonomia e non facendosi tirare la giacchetta da Obama".
Questa notte le bombe della Nato hanno colpito nella notte il complesso residenziale Bab al Aziziyah di Muammar Gheddafi, a Tripoli. In particolare risulta distrutta l'ala usata dal colonnello per le riunioni e incontri ufficiali. L’ufficio stampa governativo ha definito il raid un attentato alla vita del colonnello, un atto "vile", secondo il figlio del leader libico, Seif al Islam. L'operazione Nato avrebbe provocato il ferimento di quarantacinque persone, di cui quindici gravi.
Rimane al centro degli scontri la città di Misurata, dove i ribelli sono assediati da settimane dall'esercito di Gheddafi. Dopo l'annuncio di una tregua, le truppe del raìs hanno ripreso a lanciare razzi Grad. Alcuni testimoni hanno detto alla tv araba al Arabiya che oggi trenta persone sono morte e sessanta sono rimaste ferite.
Ieri il Papa, nel messaggio Urbi et Orbi al termine della messa di Pasqua, ha detto: "In Libia la diplomazia e il dialogo prendano il posto delle armi e si favorisca, nell’attuale situazione conflittuale, l’accesso dei soccorsi umanitari a quanti soffrono le conseguenze dello scontro".